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Renè Guènon
L'accordatura in La è una convenzione prettamente scientifica.
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Ma nemmeno poi così tanto, sai...
Purtroppo non posso linkare un altro forum, da regolamento, e nemmeno mi interessa farti credere che sia farina del mio sacco.
Ti cito quindi un post intitolato:
DO=261 vs DO=256: qual’é il DO scientifico? scritto da Andrea Doria:
Questo passaggio è interamente basato sulle ricerche del Direttore dell’European Fusion Energy Foundation, esposte nell’Aprile del 1988 a Milano durante la conferenza del Schiller Institute sul cosidetto “Tuning Scientifico”.
Questa ricerca appare inoltre nel “Manuale sui Rudimenti del Tuning e Registrazione” fornito dall’Istituto stesso. Intendo dimostrare perché, da un punto di vista scientifico, alcuna intonazione è accettabile se non è basata su un DO centrale di 256 Hz (cicli al secondo).
In vista delle presenti conoscenze scientifiche, tutte le altre intonazioni, incluse quelle basate su un LA=440 devono essere rigettate come Invalide ed Arbitrarie. Basti pensare che molte esecuzioni orchestrali vengono addirittura eseguite basandosi su un corista (diapason) a 444 Hz!
Coloro che sono in favore di un aumento di Pitch solitamente discutono su “quale differenza può portare quale pitch di base scegliamo, quando tutte le altre note sono intonate relativamente a quel pitch?
Dopotutto, i toni musicali sono solamente frequenze, ed essenzialmente simili. Quindi, perché scegliere un pitch invece di un altro?”
Per questa gente, i toni musicali sono come i soldi di carta, il cui valore può essere gonfiato o deflazionato al capriccio di chiunque sembra essere in potere di farlo.
Questa filosofia liberale di questo “free-floating pitch” deve gran parte delle sue influenze attuali alle teorie acustiche di Hermann Helmholtz, un fisico e fisiologo del 19° secolo, il cui libro “Die Lehre von den Tonempfindungen als physiologische Grundlage für die Theorie der Musik” (La Teoria delle Sensazioni del Tono come Fondamento della Teoria Musicale) è divenuto uno standard di riferimento di tutte le basi scientifiche della musica, e che rimane tutt’ora indiscusso ai giorni nostri.
Sfortunatamente, ogni asserzione essenziale contenuta nel libro di Helmholtz, è stata provata essere falsa.
L’errore basilare di Helmholtz -che viene tutt’ora citato e insegnato nella maggior parte dei Conservatori e nelle Università- è stato nel dichiarare che le basi scientifiche della musica devono essere ricercate nelle proprietà della vibrazione, nei corpi inerti come le corde, nel diapason, nei tubi e nelle membrane.
Helmholtz riduceva i toni musicali né più e né meno a mere vibrazioni periodiche dell’aria. I toni musicali fondamentali, egli asseriva, sono onde sinusoidali di varie frequenze. Ogni altro tono sarebbe una mera sovrapposizione di onde sinusoidali aggiuntive, chiamate “sopratoni” o “armonici”.
Gli intervalli musicali consonanti sono determinati dalle proprietà della “serie di sopratoni”, in rapporto ai semplici numeri dell’intero delle frequenze. Discutendo su questo punto di vista, Helmholtz richiese ai musicisti di abbandonare il “ben temperato” e ritornare al “tuning naturale” dei rapporti dei numeri dell’intero. Helmholtz attaccò persino la musica di J.S. Bach e Beethoven definendole “innaturali” a casa delle loro frequenti modulazioni.
Helmholtz ha basato la sua teoria sull’orecchio umano, sui medesimi fallaci presupposti. Sostenne che l’orecchio funziona come risonatore passivo, analizzando ogni tono nei suoi sopratoni, attraverso un sistema di piccoli corpi risonanti.
Inoltre, insistette che le tonalità musicali fossero tutte essenzialmente identiche e che non potrebbe fare alcuna differenza quale pitch fondamentale si sceglie di utilizzare, tranne come convenzione o abitudine arbitraria.
La Teoria di Helmholtz: lineare ed errata
L’intera teoria di Helmholtz è quello che oggi chiamiamo in fisica “scalare”, “lineare”, o nel migliore dei casi, una teoria “quasi-lineare”. Difatti Helmholtz ebbe l’ardire di supporre che tutte le grandezze fisiche, compreso i toni musicali, possono essere misurate e rappresentate implicitamente allo stesso modo delle lunghezze seguendo una linea retta.
Ma oggi sappiamo che ogni funzione musicale importante, della voce, della mente umana e del nostro universo complessivamente, è tipicamente non lineare. Ogni teoria fisica o estetica basata solamente sul presupposto delle grandezze lineari o scalari, è limitata al solo termine di “falso”.
Una semplice illustrazione dovrebbe contribuire a chiarire questo punto. Compariamo la misura delle lunghezze su una linea retta a quella degli archi sulla circonferenza di un cerchio. Una linea retta non ha misura intrinseca; prima che possiamo misurare la lunghezza, dobbiamo in primo luogo scegliere una certa unità, un certo intervallo con cui confrontare qualsiasi segmento dato. La scelta dell’unità di misura, tuttavia, è puramente arbitraria. Il cerchio, al contrario, possiede per natura una misura intrinseca e assoluta, vale a dire un ciclo completo di rotazione. Ogni arco ha un valore assoluto come angolo e le auto-divisioni normali del cerchio definiscono determinati angoli specifici ed archi in modo legale (per esempio, un angolo retto, o un’angolo di 120° sotteso dal lato di un triangolo equilatero iscritto nel cerchio).
Come il processo di rotazione, che genera il cerchio, impone una metria assoluta al cerchio, così il processo della creazione del nostro Universo determina un valore assoluto per ogni esistenza contenuta al suo interno, compresi i toni musicali.
Helmholtz invece si rifiutò di riconoscere il fatto che il nostro Universo possiede un tipo di speciale curvatura, tale che tutte le grandezze hanno valori assoluti e geometrico-risoluti. Ecco perché le teorie di Helmholtz sono sistematicamente errate, e non solo accidentalmente o costituite da errori isolati. Le misure rettilinee sono intrinsecamente fallaci nel nostro Universo.
Per esempio, il suono non è una vibrazione dell’aria. Un’onda sonora, sappiamo oggi, è un processo elettromagnetico che coinvolge un rapido montaggio e smontaggio delle configurazioni geometriche delle molecole, per il riconoscimento del quale oggi utilizziamo il modello casuale auto-organizzato del Triangolo di Sierpinski.
Nella fisica moderna, questo genere di processo ad organizzazione autonoma è conosciuto come “soliton wave“. Anche se un lavoro sperimentale più dettagliato deve ancora essere svolto, sappiamo in linea di principio che le frequenze dei “solitons” coerenti corrispondono alle geometrie distinte al microscopio o a livello quantum di organizzazione del processo.
Questa è stata indicata tramite il prezioso lavoro di un contemporaneo di Helmholtz, Bernard Riemann, che ha smontato la maggior parte delle dottrine acustiche di Helmoltz in un suo documento del 1859 sulle Onde di Scossa Acustica.
La teoria di Helmholtz sull’udito venne anch’essa a crollare come un castello di carte da gioco. I cosiddetti “corpi risonanti” da egli postulati non esistono. L’orecchio umano è intrinsecamente non lineare nella relativa funzione, generante singolarità agli angoli specifici dell’alloggiamento a spirale, corrispondente al tono percepito. Questo è un processo attivo, analogo all’amplificazione del laser, non mera risonanza passiva. Infatti, sappiamo che l’orecchio in se genera i toni.
Inoltre, come ogni musicista competente conosce, i segnali sinusoidali semplici prodotti dai circuiti elettronici (quale l’organo elettrico Hammond) non costituiscono i toni musicali. Prima di Helmholtz, si era compreso in modo del tutto generico che la voce umana, e più nello specifico la voce umana correttamente addestrata (detta in gergo “bel canto”), fosse a livello di tutti il toni musicali.
Storicamente tutti gli strumenti musicali sono stati destinati e sviluppati per imitare la voce umana quanto più rigorosamente possibile nelle relative caratteristiche non lineari.
La voce umana dotata di ottime interazioni canore, è per il suono quello che il laser è per la luce. La voce è un laser acustico, generante la densità massima delle singolarità elettromagnetiche per azione dell’unità. E’ questa proprietà che da alla voce del “bel canto” la relativa caratteristica penetrante, e inoltre la determina come unicamente bella e unicamente musicale.
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La butto qua....Verdi era un massone.
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Con ogni probabilità!
Ma non dobbiamo cadere nell'errore di considerare tutti i massoni "cattivi".
Sarebbe come prendere per buono tutto il contenuto della Bibbia, oppure liquidarlo completamente.. la ricerca della verità non dovrebbe seguire questo percorso...