Sono sempre piuttosto diffidente nei confronti di questo tipo di interpretazioni o letture forzose dei testi antichi.
Mostrano troppo bene quanto sia semplice, cambiando ora una vocale (assenti nella lingua egizia), ora una consonante, fare dire loro qualunque cosa. Mi ricorda certe fantasiose traduzioni di Brasseur de Beauburg dei geroglifici Maya e Aztechi, o gli Hyerogliphika di Athanasius Kircher.
La scienza non procede in questo modo. E' facile, partendo da tesi preconfezionate, manipolare i dati perchè concordino anche con le ipotesi e le teorie più improbabili. Ce ne danno un esempio lampante certi autoproclamati studiosi delle lingue antiche, come Zacharia Sitchin e suoi deliri paleoastronautici.
Per quanta simpatia si possa avere per un outsider, mi sembra decisamente troppo poco per mettere in dubbio due secoli di penoso e faticoso lavoro di traduzione da parte di esperti competenti; e sulla base di cosa poi? Semplici assonanze? Qualche concordanza mitologica, e neppure così lampante, per altro?
L'origine egizia del rito cristiano non è una novità. Già Schwaller de Lubicz ne era stato un pioniere. Ma è una pratica comune, tra le religioni come nel marketing, quella di copiarsi l'una con l'altra.
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