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Vecchio 14-07-2008, 08:33   #16 (permalink)
cincin
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allenare la forza di volontà può voler dire reprimersi?
Intervengo solo adesso perchè dal mio punto di vista ritengo questa, una domanda interessante.

Per me allenare la forza di volontà vuol dire reprimere il nostro vero Essere, che "odia" qualsiasi volontà; in altre parole allenare la volontà significa allontanarsi dal nostro Essere.
Quando si è vicini all'essere c'è una volontà Consapevole, che a quel punto non è più volontà, perchè non è un costringersi a fare le cose; e quando si è lontani dall'essere c'è una volontà inconsapevole, e quindi repressione dell'essere.
In consclusione direi di sì, magostrano, quando si allena la volontà c'è repressione di una parte di noi (l'essere, l'anima) perchè la volontà è in genere espressione di convenzionalità e l'anima è espressione oltre le convenzioni.
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Vecchio 14-07-2008, 09:16   #17 (permalink)
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Se invece di dedicarmi alla musica, per esempio, ogni giorno avessi bisogno di fare un po di ginnastica per il mio corpo, e non ho volontà di fare la ginnastica, allora facendo ginnastica allenerei la mia volontà, proprio perchè la volontà è qualcosa da allenare li dove una cosa si oppone a noi.
A tal proposito avevo tirato fuori la stessa questione un pò di tempo fa:
Trasformare la volontà in azione




=Aloha=
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Vecchio 14-07-2008, 11:08   #18 (permalink)
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In consclusione direi di sì, magostrano, quando si allena la volontà c'è repressione di una parte di noi (l'essere, l'anima) perchè la volontà è in genere espressione di convenzionalità e l'anima è espressione oltre le convenzioni.
Puoi spiegarmi meglio cosa vuoi dire in questa espressione? Che intendi per convenzionalità?
In ogni caso, "repressione" è una parola aggressiva, e in genere controproducente... è cosi che la interpreti nel tuo caso?
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Vecchio 14-07-2008, 11:15   #19 (permalink)
cincin
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Puoi spiegarmi meglio cosa vuoi dire in questa espressione? Che intendi per convenzionalità?
In ogni caso, "repressione" è una parola aggressiva, e in genere controproducente... è cosi che la interpreti nel tuo caso?
Intendo dire che quando cerchiamo di allenare la volontà in genere lo facciamo per uniformarci alla società, contro il nostro vero essere, dunque, che non conosce società, convenzioni, ecc., e per repressione intendo una cosa negativa, perchè reprimere il proprio Essere ci allontana dalla nostra vera natura.
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Vecchio 14-07-2008, 11:20   #20 (permalink)
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Intendo dire che quando cerchiamo di allenare la volontà in genere lo facciamo per uniformarci alla società, contro il nostro vero essere, dunque, che non conosce società, convenzioni, ecc., e per repressione intendo una cosa negativa, perchè reprimere il proprio Essere ci allontana dalla nostra vera natura.
Dunque allenare la volontà è una cosa negativa?
Continuo a non capire...

PS: per esperienza personale, ogni volta che "alleno la mia Volontà", in un modo o nell'altro, finisco per distaccarmi dalla società, dalla comunanza, perchè spesso questo mi implica una selezione di priorità non sempre comprensibili e/o comunicabili, dunque tutt'altro che uniformazione!
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Vecchio 14-07-2008, 11:21   #21 (permalink)
cincin
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PS: per esperienza personale, ogni volta che "alleno la mia Volontà", in un modo o nell'altro, finisco per distaccarmi dalla società, dalla comunanza, perchè spesso questo mi implica una selezione di priorità non sempre comprensibili e/o comunicabili, dunque tutt'altro che uniformazione!
Allora è un volontà Consapevole, come dicevo in alto, e quindi positiva
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Vecchio 14-07-2008, 11:24   #22 (permalink)
Khios
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ogni volta che "alleno la mia Volontà", in un modo o nell'altro, finisco per distaccarmi dalla società, dalla comunanza, perchè spesso questo mi implica una selezione di priorità non sempre comprensibili e/o comunicabili, dunque tutt'altro che uniformazione!
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Allora è un volontà Consapevole, come dicevo in alto, e quindi positiva
Ricapitolando.......... Quindi MaGoStRaNo, quando alleni la volontà lo fai contro-voglia?
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Vecchio 14-07-2008, 11:38   #23 (permalink)
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Ricapitolando.......... Quindi MaGoStRaNo, quando alleni la volontà lo fai contro-voglia?
Bella Khios!

E' necessario sviluppare un metodo, personalissimo, che consenta di testarsi e sperimentarsi per tutto il periodo in cui si è deciso di sviluppare una determinata capacità/volontà.
E' oltremodo facile e conveniente prendersi in giro e raccontarsi fesserie quando si arriva a mettersi in gioco con se stessi, quando l'unico giudice di te stesso... sei Tu. Ma è proprio questo il bello!
Ho effettuato tantissimi esercizi per rafforzare la mia volontà, non tutti totalmente "ortodossi", altri li porterò con me presumibilmente per tutta la vita; ma quando si decide di mettersi alla prova in un determinato modo, è necessario andare fino in fondo, a dispetto di qualsiasi imprevisto accada o nonostante atteggiamenti interiori che ci scoraggino a proseguire. E' proprio li il gioco!
Tali esercizi di volontà hanno fine solo a loro stessi: non rappresentano la volontà, nè la capacità di usarla... sono, diciamo, propedeutici al vero obiettivo!

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Vecchio 14-07-2008, 12:16   #24 (permalink)
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Una volta che si sia raggiunto l’orgasmo è facile sentir placato il desiderio. Si entra a volte in uno stato di vuoto. Quindi questa è la credenza di coloro che affermano che una volta raggiunto un fine, cessa il movimento e la volontà. C’è stasi. Una freccia una volta che ha raggiunto il bersaglio, si ferma. È l’uomo una volta raggiunto il suo obiettivo come diceva magostrano, che faà, si fermerà, o esso nella sua costituzione più intima è continua trasformazione e movimento. Una volta raggiunta questa realizzazione, ossia essere se stessi in relazione armoniosa con gli altri, non dovrà più cercare se stesso, ma solo andare in giro per l’universo e fare sorrisi a tutti quelli che incontra. Se invece continua a cercare, vuol dire che non è, e se non è cerca di studiare come essere, e di agire per essere e di desiderare e di voler di essere. Questo desiderare e agire lo fa esser vivo? Quando si può definire vero, vivo, e compiuto un essere, quando è, quando cambia continuamente, quando si relazione agli altri? Se ognuno fosse reale e non avesse più bisogno di agire o volere o desiderare perché già ha tutto quello che è, ed è tutto quello che ha, ancora avrà desiderio di relazione con gli altri? E che si diranno o faranno tutti costoro i coro se in se hanno gia tutto? Nulla potranno fare, se essi già sono non possono fare. Chi è sa tutto, chi sa tutto fa cose partiche, chi fa azioni ancora non è. Quindi una relazione in cosa consiste? Nel dirsi qualcosa, nel fare una passeggiata insieme, nell’andare da qualche parte? Ma come abbiamo appena detto che siamo già essere che sappiamo, tutto, una volta che una persona è, non serve più sapere, ne la coscienza ne volontà. Una coscienza in quanto oggetto e soggetto, è ancora una sorta di movimento, una coscienza che si riavvolge a se tessa crea un movimento, il movimento fa si che tu non sia fermo.

allora alla fine ho pensato, vooi vedere che fino ad un certo punto è giusto allenare la volontà, avere la volontà, ma da un certo punto in poi bisogna avere la volontà di rinunciare proprio alla volontà. cioè una volontà doppiamente più forte e allo stesso empo più debole. ossia, uno non può rinunciare a ciò che non ha. Quindi prime si rafforza la volontà, una volta avuta si rinuncia anche ad essa. Quando non c'è più volontà ogni volontà è fatta, ci sia accorge che noi vogliamo come siamo voluti, ogni cosa che vuoi ti corrisponde già.

Ultima modifica di oracolo : 20-07-2008 15:56. Motivo: correzione
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Vecchio 14-07-2008, 22:44   #25 (permalink)
Piperinik
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. . Chi è sa, chi sa fa, chi fa non è. Q.
io ne conosco una versione modificata..

Ultima modifica di Piperinik : 25-07-2008 13:06. Motivo: tolto pezzo inutile
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Vecchio 15-07-2008, 10:59   #26 (permalink)
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allora alla fine ho pensato, vooi vedere che fino ad un certo punto è giusto allenare la volontà, avere la volontà, ma da un certo punto in poi bisogna avere la volontà di rinunciare proprio alla volontà. cioè una volontà doppiamente più forte e allo stesso empo più debole. ossia, uno non può rinunciare a ciò che non ha. Quindi prime si rafforza la volontà, una volta avuta si rinuncia anche ad essa. Quando non c'è più volontà ogni volontà è fatta, ci sia accorge che noi vogliamo come siamo voluti, ogni cosa che vuoi ti corrisponde già.
Mi trovi d'accordissimo!
La fine del percorso è la resa della Volontà stessa, poichè l'uomo che ha conosciuto la sua Vera Volontà, è arrivato ad essere intimamente connesso con la sua Vera Natura; dunque non ha bisogno più di altro.
La resa della Volontà è l'abbandono totale di se stessi a questa grande beffa che è l'universo, la distruzione totale dell'ego in favore di un meccanismo "cellulare" molto più grande, che non ha assolutamente bisogno della nostra Volontà. E' l'inerzia stessa dell'universo che ci spinge nella direzione "giusta".
In ogni caso, la Legge di Thelema continua a funzionare: essa porta con sè il principio e la fine, la causa e l'effetto, il mezzo e il fine... "Fà Ciò Che Vuoi" non è soltanto un metodo di conquista, ma anche un metodo di rinuncia: l'allenamento della Volontà, presuppone l'individuazione di priorità che di volta in volta dobbiamo selezionare... andare al cinema o studiare? giocare a doom o aiutare la mamma?
Pian piano queste priorità "aumentano di livello", le nostre responsabilità crescono, e alla fine potremmo arrivare a dover scegliere tra noi (la nostra voglia morbosa di attaccamento a questa terra) o l'Universo (libertà!)...

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Vecchio 15-07-2008, 13:06   #27 (permalink)
Piperinik
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Quella sollevata da Piperinik è un'obiezione interessantissima. Se non ho capito male può essere tradotta con: allenare la forza di volontà può voler dire reprimersi?
Correggimi se ho interpretato male.
Sono dell'idea che, come ha già detto in altro modo oracolo, per compiere la mia Vera Volontà devo rinunciare a tutto ciò che non è incluso in essa; forse è per questo che alcune scuole hanno lasciato dietro di sè "numerosi morti sul campo", anche se io non lo intendo affatto come un fallimento, piuttosto come una marcatissima selezione naturale.
La Legge di Thelema è una legge per Forti: non c'è posto per rimpianti o compassioni, non c'è posto per mezze vie o mezzi termini; se una determinata cosa fa davvero parte della nostra Volontà, allora tutto il resto ne viene automaticamente escluso. I grandi Condottieri devono essere pronti a grandi Sacrifici.
Questo non significa perdere la propria umanità, bensi conquistarla!
Dici bene (piperinik) quando parli di flussi, vie diritte e vie diagonali: la ricerca della nostra Vera Volontà è ovviamente la ricerca di noi stessi. Se ci prefiggiamo un obiettivo, e siamo determinati a tutto per raggiungerlo, i nostri bisogni creeranno nuove percezioni (grazie Ella!), nuove strade, nuove vie, indipendenti, forse anche solitare, senz'altro uniche e perciò Divine.
Decidere di "combattere" le proprie tendenze non è repressione, se questa lotta ci porta alla comprensione; lo è se ci porta alla (auto) distruzione. Conoscere la propria Vera Volontà non vuole dire eliminare i propri difetti, piuttosto è bene conoscerli, prederci confidenza, studiarli, imparare ad amarli, usarli.
Quando vado contro le mie inclinazioni mi diverto, mi osservo con maggiore attenzione, mi guardo con altri occhi, e scopro qualità di me che non riuscivo a vedere.
Poi, riavvolgo la molla e riparto
Lo sforzo di accettare un peso diviene gioia quando le tue spalle crescono
A me piace quel pezzo dove Gurdjieff risponde ad una domanda sul senso della vita e risponde che per avere una risposta completa la persona dovrebbe soffrire per un milione di franchi mentre adesso neanche per uno. Piace di più adesso dopo che ho letto la favola sufi (Idries Shah) del saggio che vendeva consigli e che li vendeva per tutti i prezzi : certo i più efficaci sono quelli costosi , ma c’è una risposta anche per quello da un euro. E questa è la libertà : quella di poter prendere su di sé i pesi che si è pronti a sopportare.
La genialità di G. rispetto alla risposta buddhista sulla sofferenza è il mistero della sofferenza di Dio, che immagino sia il sentirsi collegato a tutto e quindi compassione (sentire insieme).
Quando alla parola dovere posso sostituire la parola piacere sono sulla strada giusta (IMHO)
Quando dalla potatura dell’albero non nasce frutto, quando dalla strage degli innocenti non nasce un salvatore quando dalla selezione naturale non nasce la via dell’amore
È un fallimento
Tutti i no mineranno la voglia di fare ulteriori passi. La conquista è sull’orgoglio che mi impedisce di chiedere.
Lo sforzo è quello di invocare la grazia, il baraka che mi presti
La forza .
La grazia, il baraka deve illuminare, come quei pianoforti con i tasti che si illuminano, i vari passi da fare. Cè una bella musica da suonare e devo solo prendere il ritmo

Ultima modifica di Piperinik : 25-07-2008 13:00. Motivo: tolto errore
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Vecchio 15-07-2008, 13:35   #28 (permalink)
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[IMG]file:///C:/Users/Romano/AppData/Local/Temp/msohtmlclip1/01/clip_image001.gif[/IMG]
Lo sforzo di accettare un peso diviene gioia quando le tue spalle crescono
A me piace quel pezzo dove Gurdjieff risponde ad una domanda sul senso della vita e risponde che per avere una risposta completa la persona dovrebbe soffrire per un milione di franchi mentre adesso neanche per uno. Piace di più adesso dopo che ho letto la favola sufi (Idries Shah) del saggio che vendeva consigli e che li vendeva per tutti i prezzi : certo i più efficaci sono quelli costosi , ma c’è una risposta anche per quello da un euro. E questa è la libertà : quella di poter prendere su di sé i pesi che si è pronti a sopportare.
La genialità di G. rispetto alla risposta buddhista sulla sofferenza è il mistero della sofferenza di Dio, che immagino sia il sentirsi collegato a tutto e quindi compassione (sentire insieme).
Quando alla parola dovere posso sostituire la parola piacere sono sulla strada giusta (IMHO)
Quando dalla potatura dell’albero non nasce frutto, quando dalla strage degli innocenti non nasce un salvatore quando dalla selezione naturale non nasce la via dell’amore
È un fallimento
Tutti i no mineranno la voglia di fare ulteriori passi. La conquista è sull’orgoglio che mi impedisce di chiedere.
Lo sforzo è quello di invocare la grazia, il baraka che mi presti
La forza .
La grazia, il baraka deve illuminare, come quei pianoforti con i tasti che si illuminano, i vari passi da fare. Cè una bella musica da suonare e devo solo prendere il ritmo
mi hai fatto tornare in mente un brano bellissimo di "Cosi parlò Zarathustra": le Tre Metamorfosi.
Per chi lo ha letto, la prima fase, quella del "Cammello" (citazione massimamente esoterica, per tutti quelli sanno vedere la Magia) è proprio ciò che hai descritto tu. Per chi non lo ha letto, lo suggerisco vivamente:
Tre metamorfosi - Nietzsche(due in atto ed una in auspicio) « Linutile

Thelema

PS: se hai allegato un file, io non riesco a vederlo...
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Ultima modifica di MagOsTranO93 : 15-07-2008 13:36. Motivo: aggiunto PS
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Vecchio 15-07-2008, 18:56   #29 (permalink)
Ella
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appena letto il topic avrei messo le tre metamorfosi come le avevo riscritte io...
e mi ritrovo come ultimo messaggio prioprio queste! Stupendo!
Cammello: Libero da
Leone: Libero di
Fanciullo: Io sono


Io collego la volontà alla visione.
La visione sarebbe in un certo senso dove si vuole andare.
E per sapere dove si vuole andare bisogna ben guardare dove si è, chi si è.
Per guardarsi bisogna essere felici, per essere felici bisogna avere un corpo rilassato. Per avere un corpo rilassato bisogna ricordarsi di se stessi.
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Quando cessano paura e desiderio si manifesta l'equilibrio. Ella
Un'opposizione dovrebbe avere sempre un obiettivo più grande dell'essere l'opposizione e niente più.Ella
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Vecchio 16-07-2008, 17:16   #30 (permalink)
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Io collego la volontà alla visione.
La visione sarebbe in un certo senso dove si vuole andare.
E per sapere dove si vuole andare bisogna ben guardare dove si è, chi si è.
Per guardarsi bisogna essere felici, per essere felici bisogna avere un corpo rilassato. Per avere un corpo rilassato bisogna ricordarsi di se stessi.

Infatti: la Natura della Volontà è Andare.
Questo è un motto un pò più strettamente esoterico, che da indicazioni sul modo di operare... però il senso è questo!
Inoltre, in questo modo, si rende più concreta la contemporaneità di concetti che generalmente riteniamo sfasati nello spazio e nel tempo: qui ora prima dopo lì là... non hanno più senso... quel che conta è La Via.

Thelema
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